E così te ne stai al computer

 

 

E così te ne stai al computer
Per delle ore che scompaiono
Come il petrolio di una torcia accesa
In una caverna a guardare le ombre
Senza un amore preciso
Ma un vago sostanziale impeto perenne
Ed è il suo nome che ti morde le labbra
Come un oceano le sue rive

Intanto un fiume dentro ti scorre
Come i tubi di riscaldamento di casa
Disseta il più antico lago azzurro
Sepolto sotto i ghiacci dell'Antartide
Lì si agitano i batteri dell'inconscio
Proliferano le alghe unicellulari della memoria
galleggia la sua immagine fiammeggiante

Non più verso il Sole mano nella mano
Ma ognuno sopra il suo video mammuth
In un'eterna cavalcata evoluzionistica solitaria
Né i suoi occhi a sciogliere la teca da museo
Dell'esibizione di agghiacciante singolarità
Né la mia bocca si appoggia più delicata
A suonare il caldo disco della sua pelle

Tutto scorre e scintilla breve
Nel mio nido destoricizzante.

 

Immagine di Eta.

Rispondi