Nessuno e Trino

Un uomo appare dal nulla. Puó un uomo apparire dal nulla? Certo che no. Forse in quel nulla c'era già la forma insensibile di quell'uomo, solamente non era percepita.

Antonullo non è il protagonista di questa storia.

Antonullo è insignificante e insignificato.

Antonullo non è nemmeno il soggetto di questa frase.

Antonullo è talmente ignorabile che quando si guardava allo specchio non si prestava attenzione.

Antonullo nel mondo ricopre quello spazio che c'è fra la carta stropicciata di un giornale dozzinale sporco calpestato dai passanti in un giorno di pioggia gettato sul bordo di un marciapiede e il marciapiede.

Antonullo è talmente trascurabile che in alcune specie di insetti lo sperma del maschio viene iniettato in una qualsiasi parte del corpo della femmina e poi raggiunge gli ovuli da fecondare in maniera autonoma.

Di           a volte non si legge nemmeno il nome. Antonullo non ha un nome con cui lo chiamano gli amici e come lo chiama la mamma è un problema che non si pone perché non lo chiama nemmeno lei.

Nelle foto di gruppo Antonullo è lo spazio vuoto fra una persona e l'altra, che il fotografo dice "Stringetevi un po' di più da quella parte che c'è posto."

Nessuno ha mai fatto un selfie ad Antonullo.

Antonullo è talmente tanto poco interessante che, degli scienziati per misurare il livello di interesse suscitato dai felini, hanno posto un adorabile gattino fra le sue braccia in mezzo ad un gruppo di ragazze annoiate. Il gattino era diventato letteralmente insignificante fra le braccia di Antonullo e le ragazze, pur senza prestare la benché minima attenzione ad Antonullo, hanno cominciato a manifestare manie suicide. Questo comunuqe agli scienziati non ha dimostrato nulla su Antonullo, visto che volevano studiare i gatti, e infatti anche gli scienziati non trovando più interessante il gattino, hanno cominciato a manifestare manie suicide. Le stesse manie suicide non prendevano molto in considerazione Antonullo, semmai potevano essere attratte dagli scienziati e dalle ragazze, che però nel frattempo si suicidavano e così, le manie suicide hanno cominciato a manifestare manie suicide. Il gattino nel frattempo si era suicidato, lasciando Antonullo da solo.

Quando Antonullo sfida le leggi della natura la natura se ne infischia e lascia Antonullo in un tale stadio di ipotetica esistenza per cui, comunque, se Antonullo insultasse vostra madre voi sareste autorizzati da un'entità superiore a dargli un pugno, senza che questo consti per voi peccato. E anzi, in questo senso, Antonullo ha un ruolo chiave nella moderna rimodulazione teologica del perdono, più precisamente il ruolo di chi, essendo di dubbia esistenza, può essere picchiato senza colpa. In quanto in una religione che abbraccia la scienza e non si caga di striscio Antonullo, secondo il principio di indeterminazione che lo vuole chiuso in una scatola forse vivo forse morto, tu dagli un pugno che non si sa mai. Ed è così infatti che è andata l'ultima volta.

Poi un giorno Antonullo si è fatto internet. E facendosi internet si è fatto Facebook. E facendosi Facebook è diventato un Vero Satiro da Social Network.

Forse quel nulla non è mai esistito, è sempre stato solo un'assenza. L'assenza di quell'uomo che adesso appare dal nulla e dice: "Io dov'ero prima non ci torno" e abbraccia e bacia il nulla.

 

Il Vero Satiro da Social Network sa che la satira è una guerra. Ogni giorno ti alzi e non sai mai se la sera, andando a letto, la tua autostima sarà ancora viva.

 

Molti cadono durante le battaglie di battute per le Elezioni Regionali, oppure durante i Mondiali di Calcio. Per non parlare di quando viene eletto un nuovo Papa, cosa che per fortuna accade solo ogni morte di Cristo.

 

In ogni caso niente di tutto questo è paragonabile alla peggiore cerneficina satirica che si scatena ogni anno: il Festival di Sanremo.

 

Si direbbe che i periodi di calma possano giovare al Vero Satiro da Social Network, la verità è che il Vero Satiro sulla calma ci ha fatto una battuta, che però non ha fatto ridere nessuno e quindi ora non sa più cos'è.

 

Allora si lancia alla ricerca di qualsiasi argomento utile per scrivere: una dichiarazione omofoba di un prete, un tweet razzista di un leghista, un delirio complottista di un grillino, un video porno berlusconiano… quando non c'è niente di tutto questo potete trovare il Vero Satiro aggirarsi su internet alla ricerca di materia prima, come fosse in una missione di pace, fosse anche la notizia di un uomo che voleva sposare la propria mano dopo il primo appuntamento ma lei l'ha lasciato sull'altare per cambiare sponda, articolo magari trovato sul periodico on line Le Marche del Molise.

 

Quando non trova nemmeno questo allora scrive una battuta sul masochismo della sinistra… o sul dirigismo di Renzi… o sul masochismo della sinistra… o sul dirigismo di Renzi… Gasparri.

 

Il Vero Satiro da Social Network si distingue dal Semplice Simpaticone da Social Network per un semplice motivo: si salva ogni cazzata che scrive.

 

Grazie alla sua mania narcisistica di autoconservazione, qui di seguito riporteremo alcuni stralci di file di testo in cui, per la prima volta, si attesta il modo in cui un Vero Satiro da Social Network vede il Vero Satiro da Social Network. Se non avete capito, rileggetelo finché non l'avete capito.
 

Primo Reperto) Il Vero Satiro da Social Network va al fronte:
È la trascrizione di un dialogo.

 

Il Satiro: "Mamma ho deciso di entrare in un collettivo di satira."
La Mamma: "Oh mio Dio!!!"
Il Satiro: "Papà…"
Il Papà: "Vai figliolo, ci penso io a tua madre."
Il Satiro: "State tranquilli, non è pericoloso come sembra…"
La Mamma: "Ma… figlio mio…"
Il Satiro: "Vi scriverò un gioco di parole tutti i giorni, vi manderò dei fotoritocchi!"
Il Papà: "Mi raccomando, stai attento!"
Il Satiro: "Starò attentato."
Entrambi i genitori: "Genio!"

 

Secondo Reperto) Il vero satiro da social network durante la battaglia:
È la trascrizione di un flusso di coscienza.

 

"Pensa alla gente che ti legge da casa, ma non pensare ai suoi gusti, oppure pensaci ma aggiungici qualcosa di violento, che li scandalizi mi raccomando, nelle loro vite così piatte e confortevoli, non si aspettano la violenza… pensa alle tue ammiratrici, mettici del sesso spinto, falle arrossire, penseranno al tuo sesso incredibile, che con te possono fare tutto, mettici del sesso, è quello che vogliono, e le farai tue… pensa ai tuoi amici, mettici lo slancio politico, la morale, la dignità, hanno abbandonato tutti i loro sogni, tu li tieni per le corna, sbattigli in faccia la tua vera virtù, proveranno invidia per la tua libertà… pensa ai grandi pensatori, i tuoi numi tutelari, mettici lo spirito e ficcaci dentro il genio, la sregolatezza e l'estro, siedi accanto a loro sugli scranni olimpici, colpisci i falsi miti, smaschera le divinità illusorie e le stelle ti accoglieranno fra di loro… fai tutto questo, ora… ora!"

 

Poi digita: Il Papa violenta i bambini con la sua "cappella". E lo pubblica.

 

Terzo Reperto) Il Vero Satiro da Social Network scrive alla sua ragazza dal fronte:
È la trascrizione di una lettera.

 

Cara mia Ammiratrice Principale, qua la situazione si fa sempre più seria. Ieri siamo dovuti uscire con un post, ne avrai sentito parlare. Io sto bene, mi hanno pubblicato tre battute, ma non credere ai like reciproci nelle condivisioni: c'è tensione all'interno del gruppo. Ci sono state diserzioni. "La vita vera" dicono. Ma cosa c'è di più vero di un flame con degli sconosciuti sotto uno status? Sono sempre più convinto che certe cose non si possano spiegare alla gente normale. Non si divertirebbe nessuno e la rana muore. A volte mi fermo a pensare, e mi chiedo se io, quando tutto questo sarà finito, possa mai tornare a…

 

Perdonami, è appena uscito un tweet di Renzi, ti devo salutare.

 

Ricordati di scrivermi "Ahahahahah" nei commenti.

 

Il tuo Vero Satiro

 

Quest'ultimo reperto ci aiuta ad approfondire un aspetto molto peculiare del Vero Satiro da Social Network, perché dovete sapere che scrivere satira è principalmente un atto d'amore. Vi starete dicendo: "Ma non era una guerra?" Si, appunto, ed è per questo che quando il nostro Vero Satiro da Social Network nella sua campagna militare incontra una femmina disponibile, preferibilmente di razza umana, si trasforma in un Poeta Innamorato A Distanza.

 

Ma può un uomo abbracciare e baciare il nulla? Certo che no. Forse quel nulla è l'assenza della donna a cui erano rivolte le sue parole. Una donna non vista che lo sta ad ascoltare. Una donna appare dal nulla.

 

Il Poeta Innamorato a Distanza è un giornalista dell'emozione, un cronachista dell'anima, un rotocalchista del cazzo, un elzevirista del mondo. Le sue poesie sono le colonne quotidiane che sorreggono e incorniciano le sue pulsioni. Sono gli obelischi del ricordo, sono la verticalità di una scalinata da discendere mano nella mano con qualcuno, sono le fotogrtafie da postprodurre nei giorni di pioggia in cui non si può uscire.

Alla ricerca dello scoop interiore, della rivelazione, della rivoluzione e sempre e comunque al modo di poterlo raccontare, il Poeta Innamorato a Distanza si lancia in previsioni, resoconti, supposizioni, aneliti, il tutto basato sui pochi dati a disposizione: una videochat, un messaggio, una voce. Ma l'amore è un sistema pervasivo e tentacolare e basta veramente poco per attivare il contatto delle sue ventose e così di seguito i getti dell'antiluminoso inchiostro elettronico del Poeta Innamorato A Distanza. Per non parlare di quelli della masturbazione.

Il computer è un'alcova, il cellulare una panchina nel parco. Il rapporto con una persona ancora misteriosa diventa quindi un'inchiesta da paparazzo e foto e video diventano supporti per la nudità.  

Il Poeta Innamorato a Distanza è così un poeta quotidiano. Ed ecco allora che abbiamo ritrovato alcuni articoli in versi emozionali scritti di suo pugno: una breve cronistoria di un amore.

 

Articolo del 4 Luglio 2014
(Primi afflati)

 

Non ti ho mai vista intera
Solo composizione d'immagine

 

Non conosco il numero di palmi
Che mi ci vogliono
Per passare dal tuo collo
Ai tuoi fianchi

 

Non conosco
L'intersezione delle nostre dita
La resistenza alla mia stretta

 

Non conosco
Il tempo che ci impiegherei
A saziarmi dei tuoi seni
E se quel momento
Arrivasse davvero mai
Prima di inviare
La mia bocca esploratrice
Verso i tuoi altri porti

 

Non conosco
La temperatura della tua pelle
Se con la mia io possa scaldarla
Non conosco

 

Così mi trovo
Ignorante davanti alla tua natura
Primitivo
Appena uscito da una caverna
A cercare campo
O almeno una wi-fi.

 

Articolo del 26 Luglio 2014
(Incanti poetici)

 

Sullo schermo
Del mio computer
Palpita la tua immagine
Fra la spuma di internet
Come il riflesso della luna
Sulle scaglie di un drago liquido
Che dorme sdraiato su una spiaggia impermeabile
E custodisce le conchiglie che sono le unghie tagliate di Venere
Sognando l'amore e mentre sogna respira, e mentre respira sospira, sospira e spasima… affanna
Come la ventola del mio pc.

 

Articolo del 5 Agosto 2014
(Apici di piacere)

 

Fare sexting sapiosessuale con te
Mi fa sentire bene
Mi gonfia il rapporto consapevole dell'io con la mia virilità
Mi fa sentire un grande uomo
Come Stephen Hawking.

 

Articolo del 12 Agosto 2014
(Prime crisi)

 

Ma
E' perché soffri di sindrome dell'abbandono
Che mi lasci mentre parlo o chatto con te
Improvvisamente
Solo come un cane davanti ad uno specchio nero?

 

Articolo del 4 Settembre 2014
(Ultimi singulti)

 

Se mi pubblico
Dicendo che ti amo
Il mio sentimento
Prende pochi mi piace
Una sola condivisione
E non è nemmeno tua.

 

Dalle cronache ritrovate non possiamo sapere se il Poeta Innamorato incontrò mai la sua amata, da quello che sembra però, un'estate passò platonica e desiderata. Infine le settimane, o chissà quale altra strana unità di misura, forse i decametri, posero fine a questa relazione, scaricata come la batteria di un poratile.

 

Vi avrà fatto sorridere forse, tutta questa mediazione e multimediazione umana, ma in effetti è perché a tutti che ci riguarda. Per esempio le mie parole devono prima attraversare l'invisibile per arrivare a voi, anche ora, anche queste parole, che sono le parole con cui finisco.

 

Può un uomo svanire nel nulla? Certo che no. Lo può una storia? Certo che no. Lo può un personaggio chiamato Antonullo, Il Vero Satiro da Social Network, Il Poeta Innamorato a Distanza? Certo che no. Il nulla è un'illusione. La verità è virtuale. Tutto, solamente, sempre, cambia. Mai, veramente, niente, muore.

 

La gif è di Gualtiero Bertoldi, da The Gif Opera Cabinet.

Lo Scemario della Corsa al Quirinale: gli attori in recita.

Disamina popolare di estrema competenza e giovanilistico livore a cura di:

Piervittorio Robledo Buitoni

 

Sommario:


Gli Attori in Recita

 

Ieri abbiamo enunciato i veri poteri del PDR.

Riepilogando: è il direttore di un parco giochi per bambini. Di norma loro giocano in autonomia, decidono se andare per scivolo, per giostra, se giocare a pallone o tennis. Il direttore è quello che di norma – per 5 anni, canonicamente – li lascia giocare, ma decide quando chiudere e riaprire la ludoteca, introduce nuovi custodi, sceglie i più meritevoli e decide se un gioco è pericoloso oppure inopportuno. Può chiamare i genitori per spingerli a redarguire i figli anche. Nella normalità resta molto in disparte perché di solito i bimbi giocano normalmente, ma è lui il supervisore e controllore; e quello che rappresenta la ludoteca nel comitato cittadino delle ludoteche e che parla a una generalità di conoscenti dei bimbi, empatizzando con loro.

Da Agorà, a Omnibush, fino alla solita torrenziale diretta di Mentana, per non dire dei Tg, il dibattito è frastagliato e confuso. Sembra tutto proceda per caso. Le cose sono molto più semplici. Non farò nomi per non bruciarli: lo dice chiunque dalla Lagarde alla salumiera Adelaide sotto casa mia. Capiteli voi se ci riuscite.

Piccolo inciso sull’unico nome logico, quello di Romano: i 101 del 2003 in realtà erano almeno 120-130 considerando molti voti prodiani di SC, centristi e Pentatubbies. Il mistero su chi sono questi eroi.. è molto meno misterioso della strage di Bologna e leggermente più misterioso dei gusti sessuali di Malgioglio. Prodi è il più antinazareno dopo Rodotà, votargli contro avrebbe impallinato Bersani (contrario a un governo con il PDL ma capace di disastri immani nel febbraio-aprile 2013) costringendolo a dimettersi, riconfermare un presidente condiviso e per le larghe intese. Decine di pittibimbiani (il primo a twittare sulle larghe intese 13 secondi dopo il voto..), i giovani turchi (poi sottosegretari, ministri, presidenti del partito, in Direzione, cariche varie), dalemiani e mariniani (odiano Prodi e odiano la sinistra: normale) e diversi cani sciolti che non avevano ottenuto presidenza della Camera e poi sono diventati ministri. Come gli ex-bersaniani che hanno subodorato il fallimento e sono scesi dalla Concordia due minuti prima dello schianto, ottenendo in seguito di essere capilista alle europee, ministri etc.. [o.t.: Sandro Gozy non leggere queste righe, altrimenti mori]

 

() Pittibimbo*

Controlla di sicuro circa 320-350 voti.
Che PDR vuole?

*Da lui le carte, è il playmaker e allo stesso tempo quello che può rimetterci il coolo.

POLITICAMENTE: Uno che non gli rompa i coglioni, che non gli rimandi indietro leggi o i decreti (a proposito P. Grasso da vicario gli sta facendo passare tutto.. decreti e canguri), che faccia comizi in suo favore, non sia troppo vicino a Trojka, burocrazia, sindacati e ovviamente alla sinistra del suo partito. Uno che gli sciolga le Camere quando decide lui e che lo reincarichi con qualsiasi maggioranza, senza prendere iniziative inconsulte e resti sui canoni minimali del suo ruolo (vedi supra: Einaudi, Leone, Saragat, i primi 5 anni di Cossiga: LOL).

IDEOLOGICAMENTE: non gliene frega nulla.

GATINAMENTE: Uno che possibilmente sia una sua emanazione diretta, non ne oscuri l’immensa statura politica e la notevole prestanza fisika. E che piaccia alla gente, ma meno di lui. Un xtini/2 ke lo reinkariki a suo piacimento e gli paxi tt le kose ke gli servono, sopratuto soglie su (romano) frodi fiskali e (innocenti) evasioni. 

In modo da intestarselo come il “suo” presidente: in tal senso deve avere una nazarenità “renziana”, ovvero possedere quelle iperboliche doti afferenti alla storia e alla personalità del cazzaro di Pontassieve. Dunque essere “sindaco”, relativamente giovane, battutista provetto, televisivo, pervasivo su twitter.

Oppure: donna. Ma fashion, “condivisa” e politicamente debole, flebile come «il cammino certo infermo ma ineluttabile verso le riforme» (Verderami, Folli: 4 euro ed è vostra!). Non poteva essere la Bonino perché è anziana, brutta e molto competente: conosce una decine di lingue, ex commissaria UE, colta, intelligente, credibile, persino di destra. Non capace come Mogherini e Gentiloni, per carità, ma brava. Xò ora “tumorata” da Dio che le ha fatto pagare gli spilloni nelle vagine illegali (ciao Dio, nn farmi venire roba ke io sn contro la borti). E non esiste su internet una sua foto con cani o bambini, forse qualche bambino del Medio Oriente o qualche negro. Xsone non tenere, insomma: Emma, sei stata nominata [ciao, rimettiti: “minore di 3”]

Il cazzaro di Pontassieve vuole un compagnone con il quale guardare la Fiorentina, bersi una birra analcolica sul divano del Quirinale, farsi selfie con il dito medio da mandare a Fassina, uno che, come direbbe Celentano «divisi siamo persi ci sentiamo quasi niente». Ma che non gli faccia ombra.

Deve sembrare lui il più intelligente, giovane, karino: Nardella sarebbe l’ideale, ma non ha 50 anni.

Ecco il punto. La narrazione, la locura del renzismo che assimila «giovani», «donne» [non per una questione di genere, ma per esibirle e brandirle a mò di trofeo del politically correct], l’idea del nuovo e del «superamento» (concetto della dialettica marxista prestato alla selfienomics), della politica che spesso parla come un’antipolitica moderata e richiede di essere continuamente alimentata: dovrebbe essere un 50enne poco impastoiato con la politica, con punte di gentismo, autorevole come Napolitano, amato come Xtiny e atletico come…. [omissis].

 

() Il Vecchio Porco*

Controlla di sicuro circa 100-110 voti.
Che PDR vuole?

*Il maiale è quello che impone ai suoi di votare sovente con il governo, sfumare come opposizione, perdere voti e residua credibilità offrendo alla Lega una rendita politica – in termini di immagine e di percentuali – rilevante e una caratterizzazione forte come unico rilevante partito di destra antirenziano?

Dalla lunghezza dell’inciso, si capisce che pur controllando una straminoranza dei votanti, per ora è il perno. Renzi lo doveva pensionare, vi ricordate. Ma doveva anche andare a Palazzo Chigi con elezioni e senza ribaltoni. Senza di lui deve affidarsi a sinistra, Cgil, magistrati e UE.

POLITICAMENTE: uno non ostile, un supernazareno malleabile come l’ano di Milly D’Abbraccio, ovvero un sostenitore “attivo” (vedi poteri di scioglimento/nomina/grazia del PDR..) delle larghe intese. Che gli permettono di contare qualcosa in Parlamento, non essere apertamente osteggiato da governo e “Hard powers” e trarre da questa falsa e mendace opposizione di FI la massima rendita politica.

I suoi interessi sono: a) economici; b) politici; c) giudiziari.

[A]
Le «riforme condivise» servono al satiriaco per mantenere il duopolio televisivo, i 2/3 della raccolta pubblicitaria televisiva, i 500 milioni di plusvalore di Mediaset nel 2014 senza una legge sul conflitto di interessi o un riassetto della Rai. La sua posizione politica è legata a doppio filo alla quotazione delle sue aziende. Fateci caso: Mediaset ha un passivo molto rilevante, ma un andamento azionario negli ultimi anni abbastanza soddisfacente. Banche, creditori e mercato diffuso hanno notoriamente un pregiudizio positivo verso il potere, soprattutto in uno statalismo corporativo ridicolmente mascherato da liberismo. L’Italia.

[B]
Questo Parlamento, permettendogli di essere decisivo in commissione sulle leggi ordinarie (giustizia, in particolare..) e in Aula sulla riforma costituzionale e sull’Italicum – che sono la controparte richiesta da Renzi per non bastonarlo, ammesso lo volesse – gli fornisce un potere di veto su quasi tutto. A Fi spetta votare tutto ciò che la “minoranza PD” non vuole e in ogni caso le due riforme di cui sopra.
Ma la riforma costituzionale – nonostante l’enfasi di quel cazzaro di Pittibimbo – è ancora ferma alla prima votazione su 4 e in ogni caso dopo il voto al Senato, il prossimo doppio voto dovrà avere luogo ad almeno 3 mesi di distanza e durerà almeno altri 6 mesi nel suo iter. E se la maggioranza che vota non sarà pari ai 2/3 delle due Camere avrà luogo un referendum costituzionale che la può cancellare. Dunque spostiamo anche il 2016 al 2017. Fino ad allora esisterà un doppio turno con liste (semi?)bloccate e premio alla Camera ed un proporzionale puro con preferenze e sbarramento al 4% al Senato. Renzi, il semplificatore. 

Per i meno avveduti: l’Italicum con il ballottaggio/premio di maggioranza alla prima lista e non alla coalizione in linea teorica escluderebbe dai giochi FI a favore dei Pentatubbies o l’onda montante di Salvini. Ma solo in teoria. Unire in una lista Fi, FdI-An, Lega e gli emissari al governo di Ncd è molto più semplice che unire il PD a tutto il resto, ammesso che il PD resti integro. In quel caso la destra probabilmente scavalcherebbe i Pentatubbies per il ballottaggio. Se ciò avvenisse tra 2-3 anni di recessione, potrebbero arrivare pericolosamente – per noi – al’ennesima farsa di governo.

B. lascerà la politica, si spera, entro pochi anni. Odia tutti i suoi sodali, che giustamente ritiene dei dementi incapaci di dirigere il traffico autoveicolare di un vicolo chiuso. Allontanati i primi liberal-liberisti del 1994-96, morto Fini, con Tremonti a processo e nell’anticamera del suicidio, con Pisanu sull’orlo dei 70 (occhio che non esca lui alla fine.. al Colle!), Letta sr. alla soglia dei 124 anni, quella mezzasega di Casini a mendicare straccetti per interposto Caltagirone, con Salvini pronto a fare da sparring partner a Renzi, chi dovrebbe prenderne il testimone?

L’interregno di Renzi gli garantisce comunque una dinamica politica centripeta e moderata (infatti lo battezzò come: “socialdemocratico”, superLOL), un clientelismo populista riverniciato da “giovane” novità. Il governo dell’ «unico figlio maschio che non ha mai avuto» (Piersilvio è frocio e Luigi l’ha educato la madre, dunque è normale) e la memoria di essere stato l’unico, disastroso, leader vincente di destra nella storia della Repubblica.

Off-topic: vi ricordate di un memorandum del grandiximo Volpe Pasini pubblicato dall’«Espresso», databile ai primi di dicembre 2012 alla vigilia del ballottaggio delle primarie Renzie-Bersagli: si diceva che Renzi avrebbe perso le primarie, lasciato il PD e si sarebbe candidato con un centrotavola trasversale contrattato con B. In quella eterogenesi dei fininvest che è la storia recente italiana, ciò che è avvenuto con altri mezzi e modalità non è troppo distante.

L’idea che dopo di lui ci sia il diluvio non ha mai disturbato il sonno di B. E’lui l’idolo del popolo delle dentiere, dei kani sinpatici, degli ultras milanisti e delle cataratte. E di quelle vecchie baldracche che vorrebbero assaggiare il suo scroto ormai inattivo. Decide sempre e solo lui. I fittiani – mezze figure unicamente interessate ad auto-perpetuarsi nei salotti di Montecitorio e in quell’orgia di divani e paleo-dibattiti che si staglia tra Via Mazzini e La7 – li mette indietro nelle preferenze e li toglie dalle liste bloccate.

[C]
Il flaccido e putrido deterano di B., già definitivo frodatore di 7,3 mln di euro (i restanti di almeno altri 300 e rotti milioni prescritti) e protagonista di prescrizioni e depenalizzazioni lungo tutto l’arco del codice penale.

Assolto in appello sul processo Ruby (insufficienza di prove su prostituzione minorile e interpretazione favor rei ex-legge Severino sulla concussione aggravata), resta da capire se la Cassazione confermerà o casserà – magari evidenziando gli errori dei PM nel formulare l’accusa – la sentenza rimandandola in appello nel quale rischia 4-7 anni. Restano Ruby-ter per corruzione in atti giudiziari (i denari elargiti a Ruby e alle Olgettine), il primo grado a Napoli per la corruzione di De Gregorio e l’udienza preliminare a Bari sulle escort di Tarantini.

Il problema dell’agibilità politica è una farsa, trattandosi di un vecchio balordo: in Parlamento o meno possiede la ditta, e ne ha abbastanza di qualunque cosa gli stia attorno tranne il tenerissimo batuffolo bianco che ci commuove cerebralmente.

Il punto è che la sua incandidabilità fino al 2018 lo espone a nuove misure cautelari – dai servizi sociali, ai domiciliari fino al remoto carcere quasi impossibile grazie alla salva-Previti – nel caso di ulteriore condanna definitiva.

Dunque l’art. 19bis del decreto attuativo sulla delega fiscale (la soglia di depenalizzazione del 3% su frodi ed evasioni) vale per una sua ricandidatura e un nuovo scudo almeno temporaneo sui processi. Renzi e la manina simpatica che ha vergato quelle quattro righe prima di Natale, hanno deciso che se ne riparla il 20 febbraio, a presidente fatto e a Italicum votato. Altri scudi superspaziali sono sempre possibili in Parlamento, in cambio di voti decisivi a Renzi. La grazia è una questione futura. Non immediata, ma tra qualche anno, se la Cassazione conferma l’appello del Ruby-gate ma gli altri processi continuano, oppure entrambi finiscono in vacca.

Ecco perché serve un PDR delle riforme condivise, un moderato dalla parte della sragion di Stato per «pacificare il Paese dopo vent’anni di conflitto permanente», «abbattere i muri del giustizialismo a favore di un reciproco riconoscimento e una civile competizione tra governo e opposizione». Aggiungete la frase che preferite dagli articoli di Marcello Sorgi, Massimo Franco, GreenRami, Salvatore Merlo, Pigi Battista, Piero Ostellino e Stefano Folli.

Un riformatore della Costituzione e tre volte premier, capo del principale partito della destra, può mica subire le angherie degli sgherri rossi e di Magistratura democratica che usa il potere giurisdizionale per instaurare la dittatura del proletariato? Nooo. Nn m senbra karino. Poi ci sarebbe Dell’Utri, che deve scontare 7 anni per concorso esterno in ass. mafiosa. E se per caso inizia a parlare sono craxxi suoi!

IDEOLOGICAMENTE: «dev’essere un moderato». Balle. Lui conosce benissimo gli ex Pci perché gli hanno svenduto il Paese, garantito le televisioni, si sono astenuti in molte leggi vergogna, soprattutto i decreti scritti da Amato nel 1984, l’amnistia che lo ha salvato per falsa testimonianza sulla P2, Legge Mammì, legge Maccanico e al governo hanno mantenuto le porcherie che aveva generato in precedenza. Voterebbe subito uno di loro. Mai un ex Dc di sinistra. B. odia tutti i cattolici di sinistra, da Prodi a Bindi, ritenendoli (correttamente, a mon avis) meno ammanicabili e più radicali di chiunque. Gente che farebbe paura a Curcio e Cagol, cattolici tridentini col cervello grande quanto le nocche delle mani di Fanfani. Al limite puà sperare in un ex Psi, trasversale, ammanicabile, già a lui caro, tipo… [omissis].

GATINAMENTE: Mao Tse Tumblr è il gatino più simpatico del mondo, non essitono genti più sinpatike di lui. Inpossibile: forse Pingu, Boo. Impossibile trovare uno più buffone di lui, e se lo trovasse – magalli lo trovasse.. – si ingelosirebbe: the king of catarat dogs & dentiers non può che essere lui. Ovviamente se il gatino facesse passare grazie, depenalizzazioni e mantenesse l’attuale assetto della Gasparri (ke il gatino Cianpi gli respinse in faccia, come anche la florida idea di annullare le elezioni del 2006), l’interregno di Dudù come responsabile della cultura Fi sarebbe a rischio.

 

() I Minorati Pd*

Controllano 80-110 voti.
Che PDR vuolono?

* A sinistra di Renzi c’è un gruppo di persone unite da una serie di valori, obiettivi e ideali la cui consistenza è la stessa dell’ex Jugoslavia nel 1990. 

Bersaniani – teoricamente i socialdemocratici del bigoncio – Little Fassy girl, Robert Hope, Cangotoro, Maurizio Martina, Damiano, D’Attorre. 

Cuperliani: sempre più in combutta con i bersaniani, ormai quasi indistinguibili

Cani sciolti: Bindi e altri cattolici, indipendenti e vari in cerca di un dog-sitter. Ci sarebbe anche LittleLetta, ma è più facile vedere in transatlantico Jim Morrison che lui. Poco male: al contrario di Renzi, lui lo ritroveremo tra i coglioni per i prossimi 30 anni.

Dalemiani: sono perlopiù anonimi, ormai nessuno si definisce tale, e lo credo bene. Ci mettiamo in mezzo a questi anche molti lettiani tipo Boccia, che all’inizio di Renzi I per 13-14 giorni divenne renziano sperando in un sottosegretariato; e ora è antirenziano e recentemente anche tsiprasiano e avversario dell’austerità. Domani boh. I “giovani turchi” ormai sono renziani e antidalemiani anche. D’Alema è consegnato a quel baratro che merita, insomma.

Civatiani: brave persone, di sinistra, legalitari, dunque del tutto sprovveduti di tattica e strategia. Ve lo ricordate Civati? Se non lo ricordate basta accendere la tv, anche alle 2 del mattino. Civati è quel dolciximo bambino con gli occhi azzurri, con la barba strategica di due giorni e quel sorriso oggettivamente irresistibile che richiede attenzione a Renzi e minaccia la scissione al ritmo del segnale orario del Gr2. Fatico a parlarne male, perché è un grande. Ma anche un grande rompicoglioni: di sinistra, laico, colto, 39enne, ha preso il 15% alle primarie partendo da zero e senza appoggi dell’Apparato. Sarebbe il vero anti-Renzi perché ne riprende diversi codici comunicativi e temi pre-politici (non a caso è un ex-leopoldino), ma con contenuti molto più profondi e nettamente a sinistra. Magari lo sarà in futuro. 

Capite la follia? Come fanno questa centinaia di discorrenti a ostacolare il Nazareno senza una minima unità e coerenza interna?

POLITICAMENTE: vogliono un candidato non nazareno, ma gli va bene tutto ciò che indebolisce Pittibimbo, qualsiasi cosa possa anche ipoteticamente rovinare i giochi suoi e magari essere uno dei loro [es. Bers–omissis]. Fanno asse con i “fittiani” per motivi speculari, ma possono anche mettere il boccone giusto a quei ritardati dei Pentatubbies. Cmq.: uno ke spakki i koglioni a Renxi. Tuttavia essendo ex comunisti – dunque democristiani di destra – devono per forza votare uno dei loro, che provenga da Botteghe Oscure o che abbia fatto il ministro nei loro governi. Magari una figura grigia, che nel gioco dei party va bene a Renzie.

IDEOLOGICAMENTE: pas de mal. Un progressista, ma in senso molto (A)lato. ‘Sta candidatura po’ S piuma (Pr…omissis) o po’ S fero (Am.. omissis). O xsino po’ S uno dei loro: il loro leader che pacificherebbe il partito, ottenendo di intestarsi il PDR. Ma poi ripetono i ben informati: è la carica che.. una volta lì.. il PDR è sempre forte: no, migliorista eri e migliorista rimani e l’ideologia ti serve a interpretare la realtà. E puoi anche sbagliare. Sbaglia il Papa a decapitare uno che gli da del figlio di bagassa (mentre voleva vincere contro l’ISIS lanciando coriandoli), può sbagliare anche un vecchio coglione qualsiasi. Però rimane lui, con grandi poteri.

GATINAMENTE: i minorati Pd hanno un gatino x eccellenza: Civati. Ma lui e i sodali sono una minoranza tra i minorati. Gli altri in generale sono persone grigie, molto più competenti dei pittibimbiani, ma disastrosi nella comunicazione, con accenti vetero. Gente che sogna un doggystyle con la Camusso o un Pov con Sandra Zampa. Il loro PDR non dev’essere un gatino-xtino, ma un serio e compunto uomo/donna di Stato: austero, solenne, che magari nei messaggi di fine anno riesca a provocare sui cittadini un effetto waterboarding o li spinga a cercare un Ryanair per Kobane. Insomma uno come.. [omissis].

 

() I Fittiani*

Controllano 30-50 voti.
Che PDR vuolono?

*gente che è arrivata xsino a capire che B. li sta barattando politicamente per salvarsi. Gentaglia che non sarebbe nulla in un mondo perfetto con regia di Kevin Costner, politicamente, ideologicamente, umanamente. Infatti la finiranno con Half-Ass.

POLITICAMENTE/IDEOLOGICAMENTE: vogliono un cattolico-moderato o un liberale come Martino. Ma gli va benissimo anche uno del PD, purchè sia antinazareno (vedi supra): Finok, Matt, Ama, Pro, tutti sti cavalli, soprattutto quelli dispari sono cavalcabili. Gente che può contare davvero solo nello stallo messicano dalla 5° chiamata in poi, quando anche l’Union Valdotaine diventerà non meno importante di Churchill nel 1944.

GATINAMENTE: hanno il gatino + meglio di tutti in casa: peccato il PDL non abbia vinto nel 2013 🙁

 

() Nuovo Centro Tavola

Controlla 60-80 voti.
Che PDR vuolono?

POLITICAMENTE/IDEOLOGICAMENTE: hanno molti voti, ma fanno asse con B.. forse. A seconda dei giorni sono emissari di B. al governo o acerrimi nemici del satiriaco: essendo composti nella loro “area popolare” da 77 correnti, gli viene difficile qualsiasi decisione. A loro interessa non andare a elezioni fino al 2018. Votano un “moderato”, ma senza garanzie da R. e B. possono sparigliare e fare asse con Fitto e Minorati. Hanno un loro candidato che potrebbe essere forte: uno che nel 2013 aveva messo in cinta la sua filippina, costretta ad abortire e chiesto scusa alla moglie figlia di un costruttore, senza i cui foraggiamenti sarebbe a fare pesca subacquea con Fini. Ecco: riuscisse a intestarsi questo candidato del caos avrebbe vinto la lotteria.

GATINAMENTE: gente di bassa lega ha emozioni di bassa lega. Che un PDR abbia empatia o umanità non interessa. Ci penseranno Marzio Breda & C. a mettergli in mano iconicamente banbini, gatini o landini. Gli ex SC (32 anime, li mettiamo qui per comodità e per loro palese inutilità finchè non decidono di nazarenizzarsi nel PD..) possono al limite riproporre MarioMortimer che pratica un fisting ad Empty e poi alla Bignardi. Quella sarebbe una scena, cazzo. Una grande scena con divisa.

 

() La Lega Nerd (e i fratelli di Talia Shire)

Controllano 50 voti.
Che PDR vuolono?

POLITICAMENTE/IDEOLOGICAMENTE: Feltri, il che vanifica tutta la caciara di questo pezzo. Il problema della satira in Italia è che purtroppo esiste la realtà. Irraggiungibile! Salvini e la piccola fiammiferaia inseguono il loro sogno di vanagloria, dunque le elezioni del PDR sono un’appendice all’ordinaria amm. (sparare sui migranti, fuori dall’euro, Fornerendum etc..). Chiunque vada che non sia Borghi, Paragone, Massimo Fini o qualche altro misurato statista va benissimo per riversargli colate di sterco sopra.

GATINAMENTE: qualunque celebroleso dovrebbe andar bene. Bossi lo è anche clinicamente, ci riflettano.

 

() Tfiniftra, Ecolofia, Ciao

Controllano 30 voti.
Che PDR vuolono?

POLITICAMENTE: stavano andando bene: asse con i minorati, qualche sguardo ai Pentatubbies, antinazareni e recuperavano una buona autonomia con il sostegno a Romano. Poi riescono a vanificare tutto in due mosse: candidare la Castellina (per carità, tanto rispetto: però cazzo, dai!) e dichiarare il voto per “professione fratello morto” alla quarta. In due ore sono tornati appendice del Pd.

IDEOLOGICAMENTE: uno de sinistra, va bene cattolico, non nazareno. Con 34 voti quello puoi fare.

GATINAMENTE: Nichi Pentola è un gatino di per sé: frocio, cattolico, parla come Silvio Muccino di Barivecchia. Possono transigere sul x-tinismo. Nel caso alla V o alla VI chiamata possono sostenere.. V..[omissis]

 

() Pentatubbies*

Controllano 127 voti.
Che PDR vuolono?

*Quella gente presa dal bar o votata da ben decine di persone in un sito senza controlli notarili esterni posseduto da un buffone pluriomicida che spaccava computer e pubblicizzava yogurt; e da uno dei pochi hipster di destra nel mondo che gira con un mocio vileda in testa. Questi due sono anche presidente, segretario, cassiere, ideologo, capo della commissione centrale di controllo, vidimatori di sondaggi. Questa gente ha preso il 25% dei voti, impresa negli ultimi 70 anni riuscita solo a Pci-Pd, Dc e Pdl. Dovevano aprire la scatola di sardine e solo dopo hanno capito di essere loro le sardine.

POLITICAMENTE: avevano un poker d’assi pronto: lanciare Prodi due settimane fa fin dalla prima chiama, abbandonando quella falsa democrazia diretta e il pregiudizio sull’euro (lascino perdere le questioni che hanno più di due subordinate e tre cifre). Prodi: (a) poteva essere il penta candidato e se Renzi – molto controvoglia e le balle rasoterra – lo votava se lo sarebbero intestato e avrebbe avuto riguardo verso loro, più di NapoOrsoCapo che “non sentì il boom” e li riteneva peggio di Carminati; (b) se Renzi non lo votava o portava scuse il Pd poteva scindersi: i minorati lo avrebbero votato e a quel punto “splash”, almeno parte del Pd; (c) B. non lo votava, ma una settimana fa i fittiani si, anche Sc e “area LOLlolare”: possibile scissione o epurazione in FI. Mossa perfetta: Prodi non piace a nessuno, perché è uno che ha sempre vinto tutto. Ci sono arrivati tramite la penta-farsa del direttorio/quirinarie/DibbacheproponeBersagli etc.. e poi esce Imposimato. Quello che dovrebbe presiedere il Consiglio supremo di difesa, le FF. AA., il Csm. Ecco.

IDEOLOGICAMENTE: gentismo puro. Il loro presidente ideale è uno che non è nella casta (tipo Rotoplà: Pli nel ’50, radicale nei ’60, vicino al Psi nei ’70, indipendente negli ’80, Pds nei ’90, Pd negli ’00-’10), non ha mai avuto incarichi (tipo Rotoplà: capo dell’Authority sulla privacy e variamente chiamato come giurista da parlamento ed enti pubblici per 50 anni),e il resto lo sapete. Uno tsunami di minchiate. Ecco, il presidente ideale sarebbe Berlusconi, ma non possono dirlo pubblicamente. Essendo un movimento crollista aspirano affinchè sia il peggio possibile: più è ka$ta, più pensioni ha e meglio è. L’alternativa loro è un legalitario, che sanno non potrebbe mai passare. Tranne uno. Cantone. Lui è anche nel “minore di 3” di Pittibimbo, anche lui era da lanciare subito, forse.

GATINAMENTE: troppo facile: loro metterebbero persino la gigantografia di X-tini inanimata. Poi gli chiedi a un Pentaboy a caso: “ma perché cazzo ti piace così tanto?”. E ti rispondono “xkè era bravo”. Amen.
 

Fine della seconda parte
e FINE


(PIERVITTORIO ROBLEDO BUITONI (Sondrio, 1948) è un politico, dirigente e saggista italiano.

Deputato per il Psdi dal 1979 al 1987, in seguito componente del Cnel, ed editorialista de «L’Indipendente». Attualmente libero docente di Teorie e tecniche del frazionismo partitico all’Università ‘Ca Foscari di Venezia, ha pubblicato diversi libri tra i quali: “Noi ragazzi di Saragat” (Il Mulino, 1982), “Il sonno delle Regioni genera mostre: il sacco degli enti locali in Italia” (Einaudi, 1986), “Liberali oggi: la destra e la nostra avventura” (Einaudi, 1994) e “Come diventai seggio: un’autobiografia” (con Franco Bechis, Carocci 2001).