Rapite e Mazziate

Grazie alla libertà di espressione posso dire che gli insulti alle due ragazze rapite in Siria sono il lamento abominevole prodotto dai neuroni cachettici rimasti nei cervelli asfittici di esseri umani insulsi in cerca di attenzioni miserabili.

Chi se le ricordava più quelle due? Chi è che si ricordava anche solo uno dei loro nomi? Fino ad un paio di giorni fa chi pensava di usare le loro immagini come fossero delle bamboline voodoo per augurargli atroci sofferenze e lenire con questo placebo la propria frustrazione da mentecatti? Io no di certo, anche perché ultimamente ho scoperto che su internet ci sono foto di donne nude, quindi chissenefrega di due ragazze ricoperte dal velo.

Ma è bastata una foto, una semplice foto ha fatto tornare a galla l’astio di quest’estate, come un escremento in un fiume carsico che di caso mediatico in caso mediatico, sfocia in superficie ed esonda sui social network con la sua marea di liquami maleodoranti, grafiche dozzinali, presunta controinformazione e ragionamenti deduttivi da trogloditi basati su paragoni infantili (“E allora i Marò!?” è il nuovo “E allora le foibe!?”). Come se queste due ragazze stessero trepidando in attesa di entrare nelle vostre vite e far parte del rosario dei nomi di chi volete morto che recitate prima di andare a dormire: “Laura Boldrini, Cecilie Kyenge, Greta Ramelli, Vanessa Marzullo, La Rossa della Pubblicità del Grancereale…”

Stamattina ho letto questa notizia: “Ragazze rapite ricevono più minacce dai connazionali che dai rapitori.” Non mi stupirei se a questo punto trasferissero la città della sindrome da Stoccolma ad Aleppo.

Ma a voi loro non interessano veramente. Non ne sapete niente. Non le conoscete. D’altra parte perché dovreste? Ciò che succede loro vi riguarda in quanto semplici esseri umani e basta, quindi, praticamente niente. E se non vi interessano, perché ne parlate? Perché partecipate al gioco al massacro? Voi e io lo sappiamo bene: perché vi sembra che non si parli di voi, e voi avete tanto bisogno di parlare di voi, di essere al centro dell’attenzione. Di partecipare. Il mondo è pieno di persone che vogliono fare i loro soldi sulla vostra sensazione di solitudine, sul lamento abominevole prodotto dai neuroni cachettici rimasti nei vostri cervelli asfittici. Mentre voi avete solo bisogno di prendervi un po’ cura di voi stessi e della vostra immaginazione.

Sapete, ultimamente si è scoperto che su internet ci sono foto di donne nude. Lasciate perdere quelle due ragazze ricoperte dal velo.

 

In foto, l'ignoranza e il mistero.