Techno Performance di Natale

Con questa gelida allucinazione di Andrea “Tabagista” Frau inauguriamo Buon Sangue, categoria in cui verranno ospitate le opere di autori stimati e amici.

 

Filippa Lagerback: “Fabio, con noi stasera c’è il professor Zagrebel…”.

Un tizio vestito da babbo natale con una maschera anti-gas entra nello studio brandendo un fucile. La gente urla, cerca di scappare, ma il tizio spara in aria e ordina di star seduti e in silenzio.

Fabio Fazio si nasconde sotto il tavolo.

Il babbo natale piazza uno strano congegno a terra dal quale fuoriesce un gas che immobilizza il pubblico. La camera continua a riprendere. Il tizio prende un foglio dalla tasca e comincia a leggere:

Prima della rinuncia all’umanità, così si chiamò l’avvento dei cyborg, con conseguente estinzione programmata e volontaria del genere umano, non si stava bene. I consumatori raggiungevano una catarsi solo dopo il superamento di livello di un videogioco, dopo la visione di qualche serie tv, la vincita di una scommessa, una vittoriosa lite nel traffico cittadino, o dopo il rinnovo di un contratto di lavoro. I chackra si aprivano e chiudevano come le portine dei centri commerciali.

L’unica forma di resistenza consisteva nel segnalare gli oppressori a Facebook.

Il potere temporale ora è detenuto da un giovane cyborg dai circuiti ancora vergini (il filo della speranza gli è stato ricostruito). Tutti vogliono iscriversi alla sua agenzia che si occupa di creare, curare gli interessi e distruggere un mito. Il cyborg ha il viso di Francesco Fachinetti, il seno di Selvaggia Lucarelli, la pancia flaccida di Matteo Salvini, i nei di Matteo Renzi, il ciuffo brillantinato del brillante Andrea Scanzi, i tatuaggi rassicuranti di Fedez, la fame di Carlo Cracco e il feticismo per i piedi di Giuseppe Cruciani. Il tutto cucito con l’abilità di un infibulatore di un prestigioso atelier.

L’ibrido umano ha il congegno dell’empatia arrugginito. Inizialmente lo ha usato per provare l’orgasmo dei suoi partner occasionali. Ma le sue sensazioni non le condivideva con nessuno per pudore ed egoismo. Ora si è stancato dei suoi orgasmi, figuriamoci di quelli degli altri.

Il cyborg scrive post su Facebook per ogni violento caso di cronaca. Si scaglia contro i sospettati, contro i presunti assassini. I suoi bersagli preferiti sono le madri accusate di aver ucciso il proprio bambino. Egli aspira a esser Dio che fermò la mano di Abramo pronta a uccidere Isacco. Dal social network, il leader invoca punizioni corporali, castighi esemplari e decide, di caso in caso, con un rapido sondaggio, se ricorrere o meno alla pena di morte. Ogni like rafforza il leader, come olio balsamico per i suoi ingranaggi, ogni commento è linfa vitale che rinvigorisce la sua tecno-aura elettronica. Se la presunta infanticida milita nell’agenzia del cyborg, la gogna le viene risparmiata.

Il nuovo Dalai Lama è un calcolatore elettronico. Il governo cinese gli ha permesso di rientrare in Tibet. Il partito comunista cinese lo adora! I monaci tibetani hanno immolato i loro vecchi portatili, gettandoli dall’Everest, per rimpiazzarli con modelli più nuovi. Esso sta la maggior parte del tempo sotto un salice. Segue descrizione lunghissima dell’albero. (Loading…)

L’etereo computer, guida spirituale dei buddisti, ha impiantato dentro di sé un congegno in grado di provocare meccanicamente l’orgasmo. L’applicazione dell’orgasmo artificiale si è inceppata qualche anno fa. Il cyborg provava un orgasmo al minuto: questo annullamento di sé, questo susseguirsi di piccole morti con conseguenti rinascite e reincarnazioni hanno generato un nuovo essere. Il nuovo essere non è più in grado di provare emozioni e sensazioni terrene; piacere, dolore, rabbia, amore, sofferenza, ora, sono a lui sconosciute. I suoi freddi circuiti sono sinapsi ben oliate e le sue azioni scaturiscono da decisioni impulsive e irrazionali.

In un’altra vita sua santità binaria era una transister ma quando cessò l’installazione dei driver ormonali tra gli spiacevoli effetti collaterali si verificò quello di divenire un guru.

La santa e mistica macchina orientale fa parte dell’agenzia del cyborg.

Nel suo post d’insediamento ha scritto:

La terra è un posto stupendo da devastare. Gli esseri umani sono gli hecklers della Creazione. Sono come quel ragazzo americano che scrisse con un pennarello Josh was here sulle rovine del Colosseo a Las Vegas”.

Squarci di conversazione tra robot nella Cagliari di circa 200.000 anni fa. Un robot indossa un sombrero, un costume sardo e degli scarponi da astronauta, l’altro una muta subacquea, una corona di spine e ai piedi delle crocs. Un essere umano legato a un albero suona la cetra creando un sottofondo rilassante per la conversazione, un altro umano spruzza del diserbante per ossigenare i due interlocutori. Tra gli automi va molto di moda indossare delle bombole d’ossigeno a mò di zainetto. La moda tra i giovani cyborg è quella di farsi impiantare finti brufoli sul viso. Tra le tante imperfezioni umane, questa è quella che sembrano invidiare maggiormente. Va di moda anche balbettare, zoppicare, ridere in maniera strana, esser depressi, insonni e bulimici, puzzare, ed esser miope.

“Raga, poscia, vi followo desde un fottio di χρόνος”. “liegen איך!”

“La vostra attitude, eziandio, custa strollichenzia, mi porta a declinare my invitatio para l’apericena, brò, 01000011011010010110000101101111”. “Me ne frego del mood, tupamaros! Chakula Cema, scialla”.
(Seguono grugniti, espettorazioni e strette di mano molto lunghe e coreografiche).

Automobilisti si schiantano con le loro auto d’epoca a 200 km/h per rilassare i robot. Il rumore dello schianto metallico accessoriate di urla disumane sono soavi, pura melodia per loro. I resti di auto e carne umana vengono inseriti nella grande clessidra, monumento comunale all’insensatezza della vita. Quando i resti passano da una sfera di vetro all’altra, lettiera o portacenere di scarti umani e metallici, una musica che potremmo definire techno classica, un Beethoven da rave, esplode per le vie della città. Ciò succede quando i cyborg lo desiderano, circa dieci volte al giorno. Quando ciò accade gli umani, residuali come stock di merce invenduta ormai avariata, cessano di fare qualsiasi cosa e ridono ritualmente a squarciagola con la mano sul petto.

Un uomo vestito da pirata dei cartoni animati e un piccolo chihuahua robot con un finto neo sulla guancia destra girano per le bancarelle. Alla vista di una sciarpa nera infeltrita, il cagnolino esclama: “Per Bush Junior, che kitsch!”

In tutti gli specchi dei bagni viene trasmesso ininterrottamente un unico programma tv: una sorta di Junior Master Chef dell’ingegneria genetica. Nuovi ibridi umani cucinano in una sorta di brodo primordiale e placenta artificiale dei feti umani rinvenuti nei vecchi cimiteri dei feti abortiti. L’ambiziosa missione del programma è quella di cucinare un vero essere umano partendo da pochissimi ingredienti trovati in una mistery box a forma di bara. I giudici sono i primi cyborg, quelli con ben il 14% di organi e tessuti umani. Inutile dire che siano molto pretenziosi, sadici e vanesi come solo un essere umano sa fingere di essere. Ogni 25 dicembre si sparge la voce sia stato clonato il primo essere umano, ma finora è sempre stata una voce destituita da ogni fondamento.

Dialogo tra l’autore e l’agente letterario nell’anno domini 0,00076 pre-estinzione del genere umano:

“Bevi il tuo grog, Michele!”

“Ho paura di guardare negli occhi una persona per più di cinque secondi”.

“E tua moglie?”

“Con lei è diverso. Non temo che possa scoprire il mio segreto. Lei sa bene come sono. Ma gli altri…se solo sapessero”.

Sapessero che hai creato tutto ciò? Tranquillo, non c’è più nessuno che può lamentarsi. La cassetta delle lamentele anonime è in frantumi”.

Se solo durante la rivoluzione francese avessero avuto una cassetta per le lamentele”.

L’avrebbero usata per metterci la tua testa”.

Probabile”.

L’effetto del gas finisce contemporaneamente al racconto. Fazio riemerge dal tavolo. Stringe la mano del tizio babbo natale. Spiega che la performance era concordata. Il pubblico ammaestrato applaude. Una signora anziana, professoressa in pensione chiede scusa per aver avuto un malore. Il presentatore la perdona con grande bontà. Filippa Lagerback bacia l’ospite autore della performance che timidamente dice: “L’ho fatto solo per questo bacio”. Il pubblico sospira dalla tenerezza. Saluti. Dopo di noi la partita dell’Italia under 21. Ma ora pubblicità. Mentre il filmato sfuma si intravede il performer prendere il fucile e spararsi in testa.

di Andrea Tabagista Frau

Immagine estrapolata dalla copertina di Irrlicht
realizzata da Peter Geitner.

2 thoughts on “Techno Performance di Natale

  1. Ma questa roba è una sinfonia.
    Lo leggo solo a feste finite, ma mi ha dato una sberla così forte da farmi ripartire dal 24 dicembre.
    E mi gira la testa!

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